Un’indagine che parte dalle edizioni anastatiche delle commedie del Goldoni e si dipanaattraverso la penisola, da Venezia fino alla lontanissima Cefalù. Giangiorgio Tartini, Ispettore Capo della Squadra Omicidi di Venezia, è niente di meno che uno dei discendenti, anzi, l’unico erede, del celebre compositore Giuseppe Tartini; si cimenta con il violoncello, usa come suoneria del cellulare una composizione di Mozart e si lancia con le donne in romantici amplessi che hanno avolte la cadenza sincopata di un Bolero, a volte la languida sensualità di un Minuetto. Dalle pagine di questo romanzo esce una Venezia decadente e aristocratica, vecchia e decrepita negli anni, ma altera e sussiegosa come una dama d’altri tempi.
Stelvio Mestrovich è nato a Zara nel 1948. Esordisce nella narrativa nel 1992 con il romanzo "Suor Franziska". Tre anni dopo pubblica il suo secondo romanzo "Il diario di Lucida Mansi". Ora si dedica alla narrativa gialla e alla musicologia. Riguardo a quest'ultima, vanta le seguenti pubblicazioni, "Appunti di archeologia musicale", "Wolfgang Amadeus Mozart, il Cagliostro della Musica". Come giallista ha pubblicato il romanzo "Venezia rosso sangue" (Dario Flaccovio Editore, 2004, Palermo).
Recensioni Clienti:
Titti (martedì 20 novembre 2007) Valutazione: Non posso recensire direttamente questo libro perchè non l'ho ancora letto, ma conosco il suo autore e anche l'Ispettore Capo Tartini per aver letto i romanzi precedenti che lo vedono come protagonista e che mi sono piaciuti moltissimo sia per la trama sia per lo stesso Tartini, poliziotto che si distingue dagli altri per la sua passione musicale (non per nulla è discendente di un musicista) e per il suo rapporto con la vita e le donne. Ritengo perciò che quest'ultima opera di Stelvio debba essere all'altezza delle precedenti se non superiore e credo che ne avrò conferma dopo averla letta.