Platone e la democrazia umberto bultrighini

Platone e la democrazia - Umberto Bultrighini

ISBN 978-88-6344-424-7 18

Studi su Platone politico.
Raccogliendo e rielaborando riflessioni di oltre un quindicennio di studi, e aggiungendo nuove considerazioni, il volume intende dare espressione a un cosciente e radicale rifiuto di teorie revisioniste che mettono in dubbio l’ostilità di Platone alla democrazia: teorie in gran voga, in particolare, a partire dagli anni Novanta, e in ambienti di studio, come quello statunitense, che si distinguono soprattutto per la sovrana indifferenza alle suggestioni prodotte in un ambito di ricerca metodologicamente e filologicamente ineccepibile, nonché di grande tradizione, come quello italiano. Leggere Platone, e analizzarlo nel testo originale greco, significa, in realtà, scoprire, come questo libro conferma nei suoi cinque capitoli, indizi innumerevoli che smentiscono qualsiasi approccio revisionista: indizi sulla sostanziale continuità del pensiero politico di Platone con quello del cugino di sua madre Perictione, il teorico dell’antidemocrazia Crizia (I, sul senso reale del ‘testamento’ della VII epistola); sulla critica inequivocabile all’interrelazione, nella democrazia ateniese, tra retorica assembleare e (discutibili) scelte di politica estera (II); sull’adozione piena, da parte del filosofo, di puntelli fondamentali dell’ideologia aristocratica come il criterio di valore della ‘nobile fatica’ (III); sulle demistificazioni e denunce platoniche della tirannide esercitata in democrazia dalla vox populi (IV) e dell’egoismo opportunistico che si individua alle radici della scelta, da parte di aristocratici e di ‘pubblici intellettuali’, di fiancheggiare e sostenere il regime democratico (V). Il registro preferenziale di Platone è quello dell’ironia ‘socratica’: il che mette in campo un background di costante cautela nei confronti del clima di intransigente conformismo ideologico imperante ad Atene a partire dalla restaurazione democratica di fine V secolo a. C., e lascia intuire un destinatario della comunicazione platonica ben distinto dal tipo del demagogo Crobilo che, racconta Diogene Laerzio, ancora nel 366/5 a. C. faceva presente a Platone «anche te attende la cicuta di Socrate».

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Umberto Bultrighini

Umberto Bultrighini, ordinario di Storia greca all’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, si è occupato di pensiero politico greco in numerosi articoli e contributi; ha scritto "Maledetta democrazia. Studi su Crizia" (Alessandria 1999) e ha curato "Democrazia e antidemocrazia nel mondo greco" (Alessandria 2005). Altri suoi campi di indagine sono stati l’economia greca ("Elementi di dinamismo nell’economia greca tra VI e IV secolo. L’eccezione e la regola", Alessandria 1999), la condizione femminile nel mondo greco ("Donne che contano nella Storia greca", Lanciano 2014, curato insieme a E. Dimauro), la storia spartana tra VI e V secolo a. C. ("Il re è pazzo, il re è solo. Cleomene I di Sparta", Lanciano 2016), l’opera di Pausania ("Pausania e le tradizioni democratiche.
Argo ed Elide", Padova 1990, e l’edizione e commento del libro X della "Periegesi, Delfi e la Focide", in collaborazione con M. Torelli, per la ‘Fondazione Lorenzo Valla’, Milano 2017). Ha inoltre curato, con E. Dimauro, i volumi "Omaggio a Domenico Musti" (Lanciano 2013) e "Gli amici per Dino. Omaggio a Delfino Ambaglio" (Lanciano 2015).