Versi 1905 lalla nada

Le monete d'oro

Versi (1905) - Lalla Nada

Con lettera prefazione di Gabriele d'Annunzio.

ISBN 978-88-6344-569-5 14

A cura di Gianni Oliva.

Il recupero della poesia di Lalla Vicoli Nada (1883-1978) attraverso il volume Versi (1905), una vera rarità bibliografica con lettera-prefazione di Gabriele d’Annunzio, ci riporta al clima del primo Novecento, a quella dimensione crepuscolare molto più diffusa di quanto si creda avendo in mente i centri canonici di quel movimento, dalla Roma di Corazzini alla Torino di Gozzano. In tutta Italia, invece, specialmente in provincia, era in atto un po’ ovunque l’assordante rivoluzione silenziosa di una poesia con i suoi collegamenti simbolisti e le aperture europee, mentre la parola poetica si trasformava in uno strumento per cantare il disagio dell’uomo contemporaneo. Lalla Nada, che viveva a Morrovalle nelle Marche, a pochi chilometri da Recanati, scrive versi i cui temi non si distaccano da quelli comuni ai poeti di quella condizione: ricamatrici solitarie dietro i vetri, giornate piovose e malinconiche, suoni lontani di campane, chiesette silenziose e oziosi pomeriggi domenicali, figure di suore e altre immagini di un malessere diffuso, riconducibili al pensiero del transeunte, alle perdute cose accompagnate da tristi accordi di pianoforte.

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Lalla Nada

Adelaide Vicoli Nada, detta Lalla, nacque a Morrovalle in provincia di Macerata il 28 dicembre 1883. Il padre, Achille Nada, era un colonnello piemontese proveniente da antica famiglia di origine spagnola; la madre era Bianca dei conti Gennari-Bonarelli, proprietari terrieri. Da bambina, sotto la guida del precettore Augusto Romagnoli, mostrò particolare attitudine per la poesia, tanto che i giornali locali la acclamavano come la Ada Negri marchigiana (“L’Esposizione marchigiana”, n. 9, 30 maggio 1905). La sua famiglia visse per alcuni periodi tra Roma e Firenze. Sposò nel 1907 Vincenzo Vicoli (1866-1948), giornalista e direttore de “La Provincia” di Chieti, che aveva pubblicato sul suo giornale le prime acerbe creazioni della giovanissima Lalla e che in seguito promosse la pubblicazione dei Versi. Alla sua amicizia con D’Annunzio, che Vicoli aveva sostenuto durante la campagna elettorale del 1897, si deve la lettera utilizzata come prefazione al volume della Nada. Corrispondente regionale del “Giornale d’Italia”, Lalla Vicoli Nada trascorse tutta la vita nel suo paese natale in una casa signorile di cui andava fiera, un seicentesco convento dei Padri Agostiniani. Morì nel 1978.