cara nerissa lettere di gabriele d annunzio a zina hohenlohe waldenburg 1907 1921 maria rosa giacon

Letteratura italiana

«Cara Nerissa…». Lettere di Gabriele d'Annunzio a Zina Hohenlohe Waldenburg (1907-1921) - Maria Rosa Giacon

ISBN 978-88-6344-557-2 22

Muovendo dalle lettere di Gabriele d’Annunzio a Zina Hohenlohe, dal poeta ribattezzata Nerissa, il saggio lascia intravedere nuovi “frammenti” di vita dannunziana, l’ufficiale quanto la privata, lungo il periodo compreso tra il 1907-1908, quando lo scrittore dimorava alla Capponcina, e il 1921, anno del doloroso rientro da Fiume. Nel mezzo, il cruciale 1915 che vede d’Annunzio prender stanza a Venezia e installarsi alla Casetta rossa, l’affascinante dimora sul Canal Grande degli amici Zina e  Friedrich Hohenlohe Waldenburg Schillingsfürst, ora esuli a Lugano. All’interno d’una tipologia d’analisi incrociata, il saggio si è avvalso di tutte le fonti utili a ricostruire la vicenda del poeta e tanto bene quella dei proprietari della Casetta rossa. In tal modo, oltre agli scritti dannunziani rievocanti gli amici Hohenlohe e a rilevanti testimonianze coeve, fra cui le stesse lettere di Zina a d’Annunzio, sono state utilizzate numerose e diverse attestazioni: in particolare, la notabile documentazione reperibile presso gli Archivi del Vittoriale degli Italiani, l’Istituzione Biblioteca Classense, il Fondo Mariutti Fortuny (Biblioteca Marciana), e l’Archivio Centrale dello Stato-Consulta Araldica. Da ultimo, l’indagine si correda d’un tracciato biografico su Zina Hohenlohe, nota finora solo in quanto compagna del principe austriaco.

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Maria Rosa Giacon

Maria Rosa Giacon ha ricoperto incarichi presso le Università di Padova e Udine e ha collaborato in più occasioni al Dipartimento di Italianistica dell’Università Ca’ Foscari. Si dedica da lungo tempo a ricognizioni nell’ambito dell’intertestualità e della semiologia del testo poetico e narrativo, con saggi su scrittori italiani di fine Ottocento e primo Novecento quali Fogazzaro, Pascoli, Soffici, Palazzeschi, ma con curiosità e aperture sulla stessa attualità, come nel caso di Giovanni Giudici. Specialista di Gabriele d’Annunzio, fra i molti contributi da lei prodotti, oltre agli studi usciti su «Archivio d’Annunzio» (2015-2018), presso gli Atti dei Convegni pescaresi («Rassegna dannunziana», 2014-2019) e dell’Accademia Galileiana di Padova (Padova 2016), si ricordano la collaborazione al Dizionario delle Opere della Letteratura italiana per Einaudi (1999-2000, voll. 1 e 2); la duplice cura del romanzo L’Innocente (Mondadori, Milano, 1996 e bur, 2012); la pubblicazione, sempre a sua cura, dello scritto postumo di Emilio Mariano, Da Gabriele d’Annunzio a Eleonora Duse ovvero dal «Fuoco» alle «Laudi» (Introduzione di Anco Marzio Mutterle. Ca’ Foscari, Digital Publishing, Venezia, 2016); la raccolta di saggi sull’intertestualità dannunziana I voli dell’Arcangelo. Studi su d’Annunzio, Venezia ed altro (Il Foglio, Piombino, 2009); l’indagine epistolografica D’Annunzio e Fortuny. Lettere veneziane (1901-1930) (Carabba, Lanciano, 2017). Sul piano creativo, è autrice del romanzo epistolare «Il suo nome è Gabriele». Le vere lettere di Barbara Leoni (Presentazione di Umberto Russo. Janieri, Pescara, 2013), e di «Recitare? Che brutta parola!»: intervista a Eleonora Duse (Introduzione di Antonio Zollino. Venezia, 2013).