Libri parrocchiali prospettive di ricerca della penna e berardi

Libri parrocchiali. Prospettive di ricerca - Della Penna e Berardi

ISBN 978-88-6344-482-7 12

Studio dall'Archivio della Madonna dei sette Dolori in Castellammare Adriatico.

Nel corso degli ultimi due secoli, più volte, la storiografia ha sottolineato il valore di indagini attente a studiare l’evoluzione demografica per cogliere dati relativi non solo allo sviluppo numerico e comportamentale della popolazione, ma soprattutto in funzione delle possibilità di applicare i metodi per il “buon governo” dell’economia e del territorio. Fin dal XV e XVI secolo in molti stati europei, come la Francia, l’Inghilterra e l’Italia, si sono andate diffondendo le rilevazioni e le indagini sull’entità annuale delle nascite e delle morti. Una più sistematica costruzione nell’assemblare i dati sui battesimi, sui matrimoni e sulle sepolture si deve, però, alla Chiesa attraverso un lento processo organizzativo avviato in modo sporadico alla fine del Trecento. Tuttavia, solo con il Concilio di Trento (1545-1563) vengono delineate le prescrizioni per una corretta registrazione dei libri parrocchiali. In tale prospettiva i registri parrocchiali sono stati valorizzati dalla Chiesa quali fonti primarie per il controllo religioso della cristianità.
Oltre ai riferimenti demografici queste fonti, da un punto di vista propriamente storico, sono fondamentali per notizie e informazioni che vanno dai rapporti parentali ai dati patrimoniali, alle indicazioni sui mestieri, alle scelte politico-religiose, dando uno spaccato estremamente variegato delle diverse realtà locali. La loro collocazione nelle sedi parrocchiali, se ne facilita l’accesso, impone interventi per salvaguardare nel tempo l’integrità e la sopravvivenza di questa documentazione così da favorire una dilatazione delle possibilità di utilizzo e aprire di conseguenza in Italia nuovi scenari di ricerca pluridisciplinare, oltre che storico-demografica, da sviluppare in una più estesa prospettiva nazionale.

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Carmelita Della Penna - Francesco Berardi

CARMELITA DELLA PENNA è professore associato di Storia Contemporanea all’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Ha pubblicato numerosi saggi, articoli e volumi monografici su tematiche di storia politica, sociale e militare dell’Italia contemporanea. Fra i più recenti lavori ci sono i volumi: Gerardo Berenga. Un notabile meridionale nell’Italia Liberale, Galatina 2006 (20112; 20163); L’esercito, la guerra nell’Italia Unita, Galatina 2011; Il giovane Spataro dall’associazionismo alla politica, Galatina 2012 (20152); Società e proprietà nell’Italia Unita, Galatina 2016.

FRANCESCO BERARDI è docente di latino e greco al liceo classico e già titolare di assegni di ricerca presso l’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Filologo di formazione, è autore di numerosi articoli e monografie sulla retorica antica e su diversi autori greci e latini. È studioso di manoscritti e documentazione archivistica. Tra i suoi più recenti lavori: La dottrina dell’evidenza nella tradizione retorica greca e latina, Perugia 2012; Vecchie istantanee d’Abruzzo. Parole e immagini dalle letterature classiche, Perugia 2014; L’Abruzzo sulla tavola dei Romani, Perugia 2015.