D annunzio e fortuny lettere veneziane 1901 1930 maria rosa giacon

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D'Annunzio e Fortuny. Lettere veneziane (1901-1930) - Maria Rosa Giacon

ISBN 978-88-6344-503-9 18,50

Fine principale del saggio è quello di fornire una cronologia ragionata delle carte di Gabriele d’Annunzio a Mariano Fortuny, conservate a Venezia presso il "Fondo Mariutti Fortuny" della Biblioteca Nazionale Marciana: 13 lettere, cui si aggiunge un telegramma, stese tra il 1901 e il 1930, quasi tutte non datate e verosimilmente pervenute alla rinfusa. La silloge principalmente riguarda la tragedia "Francesca da Rimini", per il cui allestimento scenico d’Annunzio s’era rivolto all’artista catalano nella primavera del 1901. La ricostruzione storico-critica muove, pertanto, dal contributo di Gino Damerini, il primo a pubblicare le carte dannunziane rendendo nota l’intricata vicenda della "Francesca", che infine vide la cooperazione naufragare e il poeta rivolgersi allo scenografo Odoardo Rovescalli. Pur riconoscendo i meriti del giornalista veneziano, il saggio ne verifica la lezione sia in senso storico che filologico, giungendo a conclusioni diverse e/o diversamente argomentate. Il metodo utilizzato è strettamente documentario, poiché si avvale dei riscontri con inediti giacenti presso il "Fondo Mariutti Fortuny", la Biblioteca Classense, gli Archivi del Vittoriale e del Museo Fortuny. Pari l’attenzione rivolta alle varie testimonianze edite: epistolari, in primo luogo le lettere di Eleonora Duse, e biografie, unitamente alla registrazione dei possibili indizi forniti dell’intratesto, come le spie tematiche e stilistiche significative delle circostanze della stesura. Da tale complesso ricostruttivo al contempo emerge la solidità del filo umano, non solo professionale, che sempre e fermamente legò Gabriele e Mariano.

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Maria Rosa Giacon

Maria Rosa Giacon ha ricoperto incarichi presso le Università di Padova e Udine e ha collaborato in più occasioni al Dipartimento di Italianistica dell’Università Ca’ Foscari. Si dedica da lungo tempo a ricognizioni nell’ambito dell’intertestualità e della semiologia del testo poetico e narrativo, con saggi su scrittori italiani di fine Ottocento e primo Novecento quali Fogazzaro, Pascoli, Soffici, Palazzeschi, ma con curiosità e aperture sulla stessa attualità, come nel caso di Giovanni Giudici. Specialista di Gabriele d’Annunzio, fra i molti contributi da lei prodotti, oltre agli studi usciti su «Archivio d’Annunzio» (2015-2018), presso gli Atti dei Convegni pescaresi («Rassegna dannunziana», 2014-2019) e dell’Accademia Galileiana di Padova (Padova 2016), si ricordano la collaborazione al Dizionario delle Opere della Letteratura italiana per Einaudi (1999-2000, voll. 1 e 2); la duplice cura del romanzo L’Innocente (Mondadori, Milano, 1996 e bur, 2012); la pubblicazione, sempre a sua cura, dello scritto postumo di Emilio Mariano, Da Gabriele d’Annunzio a Eleonora Duse ovvero dal «Fuoco» alle «Laudi» (Introduzione di Anco Marzio Mutterle. Ca’ Foscari, Digital Publishing, Venezia, 2016); la raccolta di saggi sull’intertestualità dannunziana I voli dell’Arcangelo. Studi su d’Annunzio, Venezia ed altro (Il Foglio, Piombino, 2009); l’indagine epistolografica D’Annunzio e Fortuny. Lettere veneziane (1901-1930) (Carabba, Lanciano, 2017). Sul piano creativo, è autrice del romanzo epistolare «Il suo nome è Gabriele». Le vere lettere di Barbara Leoni (Presentazione di Umberto Russo. Janieri, Pescara, 2013), e di «Recitare? Che brutta parola!»: intervista a Eleonora Duse (Introduzione di Antonio Zollino. Venezia, 2013).