Romualdo p antini tutte le poesie

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Romualdo Pàntini. Tutte le poesie

ISBN 978-88-6344-531-2 25

«Era bello, di una bellezza gentile e nervosa, socievole ma anche riservato» – hanno scritto di lui i suoi contemporanei – Romualdo Pàntini (1877-1945), conterraneo di D’Annunzio e fiorentino d’adozione, anzi cosmopolita, è personalità epigonica ma complessa, l’espressione decadente dell’arte totale. Per molti anni inviato speciale e critico d’arte del «Marzocco», drammaturgo, traduttore di Dante Gabriel Rossetti e di George Meredith, viaggiatore instancabile, esperto delle principali lingue europee, fu amico di Pascoli e di D’Annunzio, cultore convinto della «pura Bellezza». Pàntini è la testimonianza concreta delle inclinazioni più vitali presenti nella poesia dell’Italia a cavallo tra Otto e Novecento, aperta alle correnti d’oltralpe ma non disgiunta dalle radici classiche della tradizione. Tra le personali rielaborazioni della poetica di Poe e di Keats, allora di moda, e la frequentazione affettiva e culturale del maggiore esponente del Preraffaellismo, approda ad una concezione della poesia come effetto dello stato di trasognamento, prodotto eccezionale dell’attimo, allorché l’io abbandona il suo stato contingente per librarsi in un sovramondo incantato, dal cui angolo visuale la realtà acquista una specifica fisionomia, tra distorsione e trasparenza. Egli vive il travaglio dei suoi tempi e, mentre è alla sofferta ricerca dell’assoluto, non disconosce il valore creativo della modernità e dell’era tecnologica. «Frutto di un’attenta ricerca, impresa tutt’altro che facile – scrive Silvio Pasquazi nella Premessa – (lo spirito inquieto e l’esistenza raminga condussero Pàntini ad essere custode poco ordinato delle sue carte), quest’edizione criticamente condotta di tutte le sue poesie, costituisce un affondo storico notevole su un intricato tessuto culturale tra i meno frequentati dalla critica». Peraltro, quest’edizione (uscita per la prima volta nel 1975 e ora riproposta), ha fatto da battistrada nel corso degli anni ad una serie di studi che hanno permesso di ricostruire una stagione importante e variegata della nostra cultura tra letteratura e giornalismo, quella che oggi non a caso viene definita l’Italia dei «nobili spiriti».

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Gianni Oliva

GIANNI OLIVA, dopo aver insegnato nelle Università di Perugia e di Roma «La Sapienza», è dal 1987 professore ordinario di Letteratura italiana nell’Università “Gabriele D’Annunzio” di Chieti-Pescara. Già Direttore di Dipartimento e Coordinatore Generale del Dottorato di Studi umanistici (PhD, School of advanced Studies), ha tenuto corsi e seminari in diverse Università americane ed europee. Ha fondato e dirige il Centro Europeo di Studi Rossettiani ed è nel comitato scientifico del Centro Nazionale di Studi Dannunziani. Nel 1997 ha dato vita alla rivista «Studi Medievali e Moderni», di cui è direttore. Critico e filologo, i suoi interessi di ricerca riguardano quasi tutto l’arco della letteratura italiana, con speciale attenzione per le culture regionali, per l’area medievale (Dante, Buccio di Ranallo, Simone Prudenzani) e per l’età post-unitaria (Verga, Capuana, di cui ha curato commenti e edizioni critiche). A D’Annunzio e all’estetismo di fine secolo italiano ed europeo ha dedicato molte energie e studi ritenuti fondamentali.