Terra pianeti e spirito forese carlo wezel

Ultimi Arrivi

Terra, pianeti e spirito - Forese Carlo Wezel

ISBN 978-88-6344-521-3 16

Questo libro mostra una inaspettata corrispondenza significativa tra i fenomeni geologici reali e i fenomeni spirituali secondo le antiche scritture indù quali i Veda, le Upanishad e la Bhagavad-Gita che sono le maggiori opere della spiritualità indiana in grado di fornirci i mezzi per avvicinarsi alla Conoscenza.
L’evidenza scientifica risulta dalla presenza di due aspetti opposti della realtà che si completano l’un l’altro e che solo considerati assieme danno una conoscenza adeguata del reale. Le coppie di opposti si rivelano in due importanti processi geologici globali, nei cicli sedimentari della “colonna stratigrafica” e nelle fasi evolutive di circolazione di materiali all’interno del nostro pianeta rivelate dalla tecnica sismotomografica. I cicli si compiono attraverso il capovolgimento o inversione della direzione del moto, al fine di attivare un cammino di ritorno dopo la partenza.

L’età scientifica della Terra, calcolata attorno a 4 miliardi e 500 Ma nella “Scala dei Tempi Geologici”, corrisponde ai risultati raggiunti dagli antichi indù (secondo cui “un giorno di Brahma” ha una durata di 4 miliardi e 320 Ma). Inoltre, anche i cicli temporali indù hanno una durata che diminuisce nel tempo, come accade nel caso dei cicli sedimentari della geologia.

Il testo mette in luce la necessità di un dialogo transdisciplinare tra scienza e filosofia, materia e spirito e tra Occidente e Oriente. Mentre le scienze naturali studiano aspetti particolari del mondo, analizzandolo in parti divise e indipendenti, la filosofia ha come oggetto lo studio della realtà nella sua interezza indivisa, per cui può comprendere meglio molte cose quali il senso del cosmo e della nostra esistenza.   

Richiedi Informazioni L'autore

Forese Carlo Wezel

Forese Carlo Wezel, Professore Emerito di Geologia dell’Università di Urbino, è autore di oltre duecento pubblicazioni nelle principali riviste scientifiche nazionali e internazionali.

Nell’anno 1969-70 ha svolto ricerche di geologia marina e sedimentologia presso lo Smithsonian di Washington e presso il Lamont-Doherty Geological Observatory della Columbia University di Palisades, New York. Ha fatto parte, come “espert étranger”, del Comitato scientifico francese ATP Géodynamique (1973-76). è stato nel “editorial board” di Tectonophysics e di Terra Nova. Ha organizzato, come “convener”, diversi Simposi internazionali, tra i quali The Geological Evolution of the Mediterranean Basin (Erice, novembre 1982), The Origin of Arcs (Università di Urbino 1986), Global Change (Strasburgo 1991), The ocean floor: observations, theory and imagination (con Enrico Bonatti, Accademia dei Lincei 1994), New concepts in global tectonics (Università di Urbino 2004). Oltre alla cura di alcuni volumi scientifici internazionali (Geological Evolution of the Mediterranean Basin, Springer-Verlag, New York 1985, con D.J. Stanley, The origin of arcs, Elsevier 1986 e Geology of Italy, Episodes, 2003), ha pubblicato alcuni libri divulgativi: Dal nero al rosso: dentro il pulsare della Terra (Sperling & Kupfer, 1994), Il respiro della Terra (Piemme, 1998, vincitore del primo premio internazionale Minturno) e Compulsare gli archivi storici della Terra (Bollati Boringhieri, 2004). è stato membro del Founding Council dell’EUG. Nel 1983-85 è stato membro dei comitati per l’assegnazione della medaglia europea “Alfred Wegener” e “Arthur Holmes”. Già Segretario dell’European Union of Geosciences di Strasburgo (EUG) dal 1991 al 1993 è stato membro (come chairman of the Advisory Board) del Comitato organizzatore del 32° Congresso Geologico Internazionale che si è tenuto a Firenze nell’agosto 2004. è stato Presidente della Società Geologica Italiana nel triennio 2006-2008. è dal 2010 Socio Nazionale dell’Accademia Nazionale dei Lincei. La sua attività di ricerca si è svolta anche nel campo della geologia marina (geologia del Bacino Mediterraneo) e nel settore della geologia planetaria (specialmente geologia di Marte). Nel 1970 ha partecipato come sedimentologo a bordo della “nave-trivella” Glomar Challenger al Leg 13. è stato più volte capospedizione di ricerche geologiche marine nel Tirreno e Adriatico su navi del CNR.